Ravenna, operazione Zenigata: 13 arresti e 72 chili di droga
29/07/2026
Tredici arresti eseguiti nel corso dell’indagine, venti persone complessivamente segnalate all’autorità giudiziaria, circa 72 chilogrammi di sostanze stupefacenti e 38mila euro in contanti sequestrati. È il bilancio dell’operazione “Zenigata”, condotta dalla Squadra Mobile di Ravenna e coordinata dalla Procura della Repubblica. La fase conclusiva è scattata il 28 luglio con l’esecuzione di due misure degli arresti domiciliari e di un obbligo di dimora nel Comune di Ravenna, disposti dal giudice per le indagini preliminari.
La droga proposta attraverso una piattaforma di messaggistica
L’inchiesta è iniziata nel marzo 2025, dopo alcuni approfondimenti investigativi sul commercio di stupefacenti organizzato attraverso social network e applicazioni di messaggistica come Instagram, Telegram e Signal. Gli agenti hanno individuato su “Potato Chat” una pagina denominata “La selezione di Lupin”, descritta dagli investigatori come una vetrina digitale per la vendita di droga.
La pagina avrebbe contenuto listini dei prezzi, fotografie, filmati delle confezioni e indicazioni per contattare il venditore e completare gli acquisti. Dopo aver individuato il presunto gestore del canale, la Polizia ha avviato intercettazioni telefoniche e ambientali per ricostruire ruoli, forniture, depositi e modalità di consegna.
Il primo riscontro risale all’aprile 2025, quando due giovani italiani, privi di precedenti secondo quanto riferito dalla Questura, furono arrestati dopo una cessione. Nella loro disponibilità vennero trovati circa 500 grammi tra marijuana e hashish e oltre 2mila euro in contanti.
Magazzini, corrieri e consegne fuori provincia
Nel luglio successivo gli investigatori arrestarono altri due giovani ravennati, ritenuti rispettivamente corriere e magazziniere. Il controllo di un’automobile e la successiva perquisizione di un deposito portarono al sequestro di circa nove chilogrammi tra hashish e infiorescenze di marijuana, confezionati sottovuoto.
Nello stesso locale furono trovati anche due flaconi di codeina liquida e diverse sigarette elettroniche all’aroma di marijuana. Gli accertamenti successivi permisero di identificare altri soggetti che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero svolto compiti di consegna o custodia delle sostanze.
La rete avrebbe operato anche fuori dal Ravennate. Nel settembre 2025, a Goro, un cittadino ferrarese fu arrestato dopo il ritrovamento di circa un chilo e mezzo di hashish e marijuana. Nello stesso mese vennero sequestrati cinque chilogrammi di hashish, suddivisi in cinquanta panetti da cento grammi, dopo una consegna documentata attraverso telecamere installate su disposizione della Procura.
Il presunto acquirente, originario della provincia di Foggia, venne fermato a Forlì dalla Polizia Stradale. Sempre a settembre, un’altra consegna fu seguita fino a Livorno: gli agenti delle Squadre Mobili di Ravenna e Livorno arrestarono due persone e recuperarono circa undici chilogrammi di stupefacenti.
Nel territorio lughese sequestrati 21 chili e 19mila euro
Un ulteriore sviluppo arrivò alla fine di ottobre 2025 nel territorio di Lugo. Due giovani, un italiano e un cittadino romeno, vennero arrestati perché ritenuti coinvolti come magazziniere e autista. Le perquisizioni consentirono di sequestrare circa 21 chilogrammi tra hashish e marijuana, insieme a 19mila euro in contanti.
Nell’aprile 2026 la Squadra Mobile eseguì dieci decreti di perquisizione in diverse località della provincia di Ravenna, oltre che a Imola e Cesena. Durante questa fase furono arrestati altri due cittadini italiani. A Ravenna vennero trovati 16,5 chilogrammi di hashish; a Cesena furono recuperati 130 grammi di marijuana, 207 grammi di hashish, 1,2 grammi di cocaina e 1.500 euro.
Secondo la ricostruzione della Polizia, alcuni degli indagati sarebbero stati in grado di garantire forniture consistenti e consegne in diverse province. Gli approfondimenti hanno inoltre fatto emergere elementi che potrebbero indicare collegamenti con soggetti operanti all’estero per l’approvvigionamento della droga.
Venti indagati e misure cautelari eseguite il 28 luglio
Al termine dell’attività, la Procura di Ravenna ha chiesto l’applicazione di misure cautelari. Il giudice ha disposto due arresti domiciliari e un obbligo di dimora, provvedimenti eseguiti dalla Polizia nella mattinata del 28 luglio.
Nel complesso, tredici persone sono state arrestate in flagranza durante i diversi interventi sviluppati tra il 2025 e il 2026. Gli indagati sono descritti come molto giovani e, nella maggior parte dei casi, privi di precedenti di polizia. Per le persone non raggiunte da misure cautelari sono in corso le notifiche dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità contestate dovranno quindi essere accertate nel corso del processo e per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.