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Energia e carburanti, allarme Confcommercio: +150 milioni al mese

28/07/2026

Energia e carburanti, allarme Confcommercio: +150 milioni al mese

Oltre 150 milioni di euro di costi aggiuntivi ogni mese potrebbero gravare sulle imprese italiane del commercio, del turismo e dei servizi se gli attuali rincari dell’energia dovessero consolidarsi. L’allarme arriva da Confcommercio, che segnala un nuovo aumento dei prezzi dell’elettricità e dei carburanti, attribuito alle tensioni internazionali, alla crescita dei consumi legata alle temperature elevate e alle difficoltà che interessano le principali rotte di approvvigionamento.

Prezzo dell’elettricità salito a 174,2 euro per megawattora

Nel corso dell’ultima settimana il prezzo dell’energia elettrica ha raggiunto 174,2 euro per megawattora, con una crescita dell’8,2% rispetto ai sette giorni precedenti. Il valore risulta inoltre superiore del 37% alla media registrata nei primi sei mesi del 2026.

Secondo le stime elaborate dall’associazione, il mantenimento di questi livelli determinerebbe nei prossimi mesi un aumento della spesa energetica delle imprese del terziario pari a circa il 22% rispetto alla media del primo semestre. L’aggravio complessivo supererebbe così i 150 milioni di euro mensili, incidendo sui bilanci di attività che già devono sostenere costi elevati per la gestione quotidiana.

Le conseguenze riguardano in particolare negozi, strutture ricettive, pubblici esercizi e aziende di servizi, dove la domanda di elettricità cresce durante le ondate di caldo. Climatizzazione degli ambienti, conservazione degli alimenti, refrigerazione e funzionamento degli impianti rappresentano voci difficilmente comprimibili, soprattutto nei mesi estivi.

Confcommercio chiede di separare il prezzo di luce e gas

Confcommercio richiama l’attenzione anche sul persistente divario tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas. Per l’organizzazione, questa situazione conferma le criticità dell’attuale meccanismo di formazione delle tariffe energetiche e rende necessario un intervento strutturale.

La richiesta rivolta alle istituzioni è di procedere al disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, così da ridurre la trasmissione automatica delle oscillazioni del mercato alle bollette pagate dalle imprese. Una revisione del sistema, secondo l’associazione, contribuirebbe a contenere i costi e a tutelare la capacità competitiva delle aziende italiane.

Il rincaro dell’elettricità arriva in una fase nella quale molte attività del terziario devono già affrontare aumenti delle spese operative, dal costo delle materie prime ai servizi logistici. Ulteriori incrementi rischiano di ridurre i margini economici e di trasferirsi sui prezzi finali di prodotti e prestazioni.

Gasolio in aumento, effetti sull’autotrasporto e sulla distribuzione

Alle tensioni sul mercato elettrico si aggiunge l’aumento dei carburanti, con particolare riferimento al gasolio. Il rincaro colpisce direttamente le imprese dell’autotrasporto e produce conseguenze sull’intera filiera distributiva, aumentando il costo dello spostamento delle merci verso negozi, magazzini, alberghi e attività di ristorazione.

Il settore dei trasporti continua a dipendere in larga misura dai combustibili tradizionali. Nel 2025, secondo i dati richiamati da Confcommercio, in Italia sono state consumate circa 23 milioni di tonnellate di gasolio e 8,9 milioni di tonnellate di benzina per autotrazione.

L’instabilità internazionale e l’estensione della crisi nell’area del Mar Rosso alimentano inoltre i timori per la regolarità delle forniture e per possibili ulteriori rialzi. Il prezzo del gasolio, avverte l’associazione, potrebbe tornare nei prossimi giorni vicino ai picchi raggiunti nel mese di marzo.

Richieste misure contro speculazioni e nuovi rincari

Confcommercio chiede al Governo di adottare provvedimenti urgenti per garantire l’approvvigionamento dei prodotti energetici e prevenire eventuali fenomeni speculativi. L’obiettivo è evitare che le imprese debbano assorbire nuovi aumenti dopo una fase nella quale, secondo l’organizzazione, i costi energetici sono già cresciuti di circa il 30%.

La preoccupazione riguarda la possibilità che i rincari diventino strutturali e compromettano la sostenibilità economica delle attività con maggiori consumi energetici. Commercio, turismo, ristorazione, logistica e servizi potrebbero subire gli effetti più rilevanti, con ripercussioni sugli investimenti, sull’occupazione e sui prezzi applicati alla clientela.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to