Ravenna, Foce Bevano candidata ad area marina protetta
03/08/2026
Un’area di 4.685 ettari tra mare, spiagge, dune, lagune e pinete potrebbe diventare la prima area marina protetta italiana caratterizzata da fondali prevalentemente sabbiosi o limosi. Il Comune di Ravenna e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po hanno avviato il percorso per proporre l’istituzione dell’Area Marina Protetta di Foce Bevano, lungo il tratto di costa compreso tra Lido di Dante e Lido di Classe.
La candidatura è stata annunciata il 1° agosto, giornata dedicata alle aree marine protette. Il progetto coinvolgerà anche la Regione Emilia-Romagna e la Capitaneria di Porto, mentre il Parco del Delta del Po si propone come futuro ente gestore. La superficie ipotizzata comprende 575 ettari sulla terraferma e 4.110 ettari in mare, fino a una distanza massima di tre miglia nautiche dalla costa.
Un tratto di costa rimasto senza stabilimenti balneari
La fascia costiera interessata rappresenta uno dei pochi esempi ancora integri di costa naturale dell’Adriatico settentrionale. Dal mare all’entroterra è possibile osservare una successione ambientale priva di insediamenti balneari: battigia, spiaggia, dune attive, dune consolidate, bassure retrodunali e pineta.
La foce del Bevano occupa circa 40 ettari e conserva dune costiere e lagune retrodunali che documentano l’aspetto originario della costa regionale prima delle trasformazioni prodotte dalle attività umane. A nord e a sud si sviluppano inoltre circa sei chilometri di spiagge e dune attive rimaste intatte, fino alla foce dei Fiumi Uniti.
Alle spalle del sistema dunale si trovano le pinete demaniali Ramazzotti e Savio, impiantate a partire dal 1881 con la funzione di proteggere le colture dai venti provenienti dal mare. Davanti alla spiaggia, entro una fascia di circa 300 metri dalla battigia, si estende invece un tratto di mare basso strettamente collegato agli habitat terrestri.
Habitat protetti tra dune, lagune e fondali sabbiosi
L’area è già sottoposta a diversi livelli di tutela ed è considerata uno dei siti costieri italiani con maggiore naturalità e biodiversità. Tra gli habitat di interesse comunitario presenti figurano banchi di sabbia, estuari, lagune costiere, dune mobili embrionali, dune bianche e formazioni dunali caratterizzate dalla presenza di ginepri.
Il sistema ospita numerose specie animali. Nei fondali e nelle acque antistanti sono segnalati cavallucci marini, tartarughe marine Caretta caretta e delfini. Le spiagge e le zone umide costituiscono inoltre un ambiente favorevole per diverse specie di uccelli, tra cui il fratino, piccolo limicolo che nidifica direttamente sulla sabbia ed è particolarmente esposto al disturbo umano.
L’eventuale riconoscimento permetterebbe di estendere al tratto di mare la protezione già prevista per gli ambienti terrestri, creando una gestione coordinata degli ecosistemi costieri e marini.
Il progetto inserito nel mandato del sindaco Barattoni
La proposta rientra nel programma amministrativo del sindaco Alessandro Barattoni. Secondo il primo cittadino, proteggere la fascia tra Lido di Dante e Lido di Classe significa conservare la memoria della costa naturale e offrire alle nuove generazioni un esempio di equilibrio tra presenza umana e ambienti naturali.
L’obiettivo indicato dall’amministrazione è tutelare paesaggi marini, habitat e specie, affiancando alla protezione già esistente sulla terraferma specifiche misure per il mare. Il Comune riconosce la complessità del percorso, che richiederà studi scientifici, confronto istituzionale e partecipazione dei soggetti interessati.
Iter al Ministero dell’Ambiente secondo la legge 394
Comune e Parco del Delta del Po inizieranno il confronto con istituzioni, associazioni ed enti di ricerca per raccogliere i dati ambientali e predisporre la documentazione necessaria. Il procedimento dovrà essere avviato presso il Ministero dell’Ambiente secondo quanto previsto dalla legge quadro sulle aree protette numero 394 del 1991.
La proposta dovrà definire nel dettaglio perimetro, zonizzazione, attività consentite, misure di conservazione e modalità di gestione. Il progetto punta a costruire una tutela compatibile con la fruizione responsabile della costa, la ricerca scientifica e le attività già presenti nel territorio.
Con i suoi 4.685 ettari complessivi, l’area candidata collegherebbe pinete, dune, spiagge, foce fluviale e fondali sabbiosi in un unico sistema protetto, attribuendo alla costa ravennate un ruolo di riferimento nazionale nella conservazione degli ambienti marini dell’Adriatico.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to