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Ravenna, porto hub strategico: terminal da 80 milioni

31/07/2026

Ravenna, porto hub strategico: terminal da 80 milioni

Dodici binari ferroviari al posto degli attuali cinque, un terminal crociere da circa 80 milioni di euro e la candidatura a polo europeo per le terre rare. Il porto di Ravenna attraversa una fase di sviluppo che intreccia logistica, infrastrutture, energia e turismo, rafforzando il proprio ruolo nei collegamenti tra l’Adriatico, il Nord Italia e l’Europa centrale.

Il quadro è stato tracciato da Giorgio Guberti, presidente della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna, che richiama la necessità di consolidare il peso dello scalo nel sistema portuale nazionale. La riflessione arriva nell’anno in cui Ravenna è stata designata Capitale italiana del Mare 2026 e mentre è in discussione una riforma destinata a modificare l’organizzazione della portualità italiana.

Il piano ferroviario porta i binari da cinque a dodici

Uno degli interventi principali riguarda il potenziamento dei collegamenti ferroviari nella zona a sinistra del Candiano. Il progetto prevede il passaggio da cinque a dodici binari, accompagnato dalla realizzazione di una nuova linea di trazione elettrica e da opere rivolte alla tutela ambientale.

L’ampliamento dovrebbe aumentare la capacità di trasferire le merci dal porto alla rete ferroviaria nazionale, riducendo la pressione del traffico pesante sulle strade. Per uno scalo collegato ai distretti produttivi dell’Emilia-Romagna e della Pianura Padana, la disponibilità di infrastrutture efficienti rappresenta un elemento decisivo per attirare nuovi traffici e investimenti.

Guberti ha riconosciuto il lavoro portato avanti dalle istituzioni locali, dalla comunità portuale e dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Francesco Benevolo. L’obiettivo condiviso è portare Ravenna ai vertici nazionali, valorizzandone la posizione geografica e la capacità di servire mercati collocati oltre i confini regionali.

Zona Logistica Semplificata per attrarre investimenti

Lo sviluppo dello scalo viene collegato alla piena attuazione della Zona Logistica Semplificata. Il Comitato di indirizzo sta lavorando per rendere operativi gli strumenti destinati alle imprese che scelgono di insediarsi o ampliare le proprie attività nel territorio.

La Zls può offrire procedure amministrative più rapide e condizioni favorevoli agli investimenti nelle aree connesse al porto. Ravenna dispone già di spazi logistici vicini allo scalo, serviti da collegamenti stradali e ferroviari, che possono accogliere nuove attività di deposito, lavorazione e distribuzione.

Le tensioni geopolitiche e le possibili ripercussioni sul sistema produttivo restano una fonte di preoccupazione. Secondo il presidente della Camera di Commercio, la risposta deve passare dalla diversificazione dei mercati, dall’assistenza alle aziende e dagli investimenti in innovazione e competenze.

Ravenna e Venezia candidate per le terre rare

Un’altra prospettiva riguarda la candidatura condivisa con Venezia-Marghera per creare un hub europeo delle terre rare e delle materie prime critiche. Questi materiali sono impiegati nella produzione di batterie, componenti elettronici, tecnologie energetiche e dispositivi avanzati.

Il progetto punta a costruire nell’Alto Adriatico un sistema integrato per l’approvvigionamento, il deposito, la trasformazione e il riciclo delle materie prime strategiche. Ravenna può mettere a disposizione competenze industriali, aree logistiche e infrastrutture connesse alla rete nazionale dei trasporti.

La proposta assume rilievo anche rispetto alla necessità europea di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rendere più sicure le catene di fornitura. L’eventuale riconoscimento del polo potrebbe generare nuove attività industriali e servizi specializzati attorno allo scalo ravennate.

Terminal crociere pronto per la stagione 2027

Tra gli investimenti in fase di completamento figura il nuovo terminal crociere. La struttura avrà una superficie complessiva di 10mila metri quadrati e sarà dotata di una passerella lunga 250 metri. Il valore dell’intervento è stimato in circa 80 milioni di euro.

Dalla stagione 2027 il terminal dovrebbe poter accogliere due navi contemporaneamente, gestendo fino a circa settemila passeggeri in transito. L’opera potrà rafforzare il legame tra porto, città e territorio, aumentando le opportunità per strutture ricettive, ristorazione, commercio, trasporti e servizi turistici.

Il riconoscimento di Capitale italiana del Mare offre a Ravenna una vetrina nazionale, ma la Camera di Commercio chiede che il ruolo strategico dello scalo venga sostenuto attraverso scelte infrastrutturali e istituzionali durature. Ferrovia, Zls, materie prime critiche e crociere costituiscono i principali assi sui quali costruire la prossima fase di crescita.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to