Ravenna contro le mafie, studenti alla Classense con Sanzone e Spina
29/04/2026
Studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado di Ravenna hanno partecipato questa mattina, nella sala Muratori della Biblioteca Classense, a un nuovo incontro del percorso “Ravenna contro le mafie”, iniziativa dedicata all’educazione civica, alla memoria e al contrasto della criminalità organizzata. L’appuntamento ha coinvolto classi già impegnate in precedenti laboratori su mafie, corruzione e indifferenza, con l’obiettivo di trasformare temi spesso percepiti come lontani in esperienze concrete di confronto e responsabilità.
Il confronto con Daniele Sanzone e Michele Spina
Al centro della mattinata ci sono state le testimonianze di Daniele Sanzone, scrittore e voce della rock band ’A67, e di Michele Spina, già Questore e dirigente del commissariato di Scampia negli anni più duri della faida. Due percorsi diversi, ma legati dallo stesso filo: raccontare ai ragazzi che la presenza mafiosa non è soltanto una questione criminale, ma anche una pressione sulla vita quotidiana, sugli spazi comuni, sulle relazioni sociali e sulla libertà delle persone.
Sanzone ha portato agli studenti il racconto della propria infanzia tra i palazzi occupati, restituendo il clima di un contesto segnato da abbandono, controllo del territorio e resistenza culturale. Spina, invece, ha richiamato l’esperienza investigativa e istituzionale maturata a Scampia, soffermandosi anche sulla demolizione delle barriere fisiche utilizzate dai clan per isolare interi condomini e trasformarli in zone sottratte alla normale vita civile.
Schiano: legalità come conquista quotidiana
L’assessore alla Legalità Giancarlo Schiano ha sottolineato il valore educativo dell’incontro, evidenziando come le parole dei due testimoni abbiano offerto agli studenti una misura concreta del significato della legalità. Nel suo intervento ha richiamato il racconto di Sanzone e l’esperienza di Spina come esempi capaci di far comprendere ai giovani che la legalità richiede presenza, conoscenza e partecipazione continua.
Schiano ha ringraziato l’associazione Pereira, promotrice dell’incontro, insieme alle realtà impegnate nel percorso, tra cui Sos impresa, Libera, Terre audaci e la Fondazione Vassallo. Un riconoscimento è stato rivolto anche allo staff comunale, alle forze dell’ordine locali e alla Biblioteca Classense, impegnata con il progetto Bill in attività di educazione civica rivolte agli studenti.
Un percorso educativo contro corruzione e indifferenza
L’iniziativa si inserisce in un programma più ampio portato avanti dal Comune di Ravenna per rafforzare, soprattutto tra le nuove generazioni, la consapevolezza sui fenomeni mafiosi e sui comportamenti che ne favoriscono il radicamento. Il lavoro nelle scuole non si limita alla trasmissione di nozioni, ma punta a costruire occasioni di dialogo diretto, nelle quali i ragazzi possano porre domande, ascoltare esperienze reali e collegare i grandi temi della legalità alla vita della propria comunità.
Il coinvolgimento di istituzioni, associazioni, cittadini e mondo scolastico rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. La scelta di partire dagli studenti indica una direzione precisa: contrastare mafie, corruzione e indifferenza significa anche educare alla responsabilità pubblica, alla cura degli spazi comuni e alla capacità di riconoscere i segnali di controllo, paura e silenzio che permettono alla criminalità organizzata di rafforzarsi nei territori.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to