Farmacie Emilia-Romagna, nuovo accordo fino al 2029
08/07/2026
Regione Emilia-Romagna, Federfarma Emilia-Romagna e Assofarm Emilia-Romagna hanno sottoscritto il nuovo Accordo integrativo regionale per le farmacie convenzionate, valido fino al 30 giugno 2029. L’intesa arriva dopo sette mesi di confronto e rafforza il ruolo delle farmacie come presidi sanitari di prossimità dentro la rete del Servizio sanitario regionale.
Servizi sanitari più vicini ai cittadini
L’accordo aggiorna il sistema regionale alla luce del nuovo Accordo collettivo nazionale delle farmacie e consolida il modello della farmacia dei servizi. Le farmacie non saranno soltanto punti di distribuzione dei medicinali, ma luoghi in cui i cittadini potranno accedere a prestazioni di primo livello, attività di prevenzione, telemedicina e servizi amministrativi collegati alla sanità.
Tra le attività confermate figurano prenotazioni e pagamenti tramite FarmaCup, Distribuzione per Conto dei medicinali, vaccinazioni, telemedicina, screening oncologici, farmacovigilanza, distribuzione di dispositivi medici e alimenti per l’assistenza integrativa, rilascio delle credenziali di identità digitale per l’accesso ai servizi sanitari, test diagnostici e allestimento di terapie antibiotiche personalizzate.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, hanno evidenziato il valore della professionalità di farmacisti, farmaciste e lavoratori delle farmacie pubbliche e private, auspicando anche il rinnovo dei contratti di lavoro. L’obiettivo indicato dalla Regione è rendere l’offerta più omogenea nei diversi territori e ridurre le differenze organizzative tra province.
Farmaci e dispositivi distribuiti sul territorio
Uno dei passaggi centrali riguarda il riequilibrio tra distribuzione diretta e distribuzione convenzionata. L’accordo prevede un trasferimento graduale verso le farmacie territoriali dei pazienti in trattamento con farmaci di fascia A extra-Pht che non richiedono una presa in carico specialistica continuativa.
La distribuzione diretta resterà invece per le terapie che necessitano di monitoraggio clinico stretto. Il percorso interessa attualmente circa 7.400 persone e mira ad avvicinare l’erogazione dei medicinali al luogo di vita dei pazienti, riducendo spostamenti e differenze territoriali nell’accesso ai trattamenti.
Anche i dispositivi medici a bassa complessità per pazienti diabetici, i presidi per incontinenza e quelli per pazienti con stomia saranno distribuiti dalle farmacie convenzionate, con un percorso informatizzato. La misura punta a rendere più semplice la consegna dei dispositivi e a integrare meglio farmacie, Aziende sanitarie e cittadini.
Vaccini, telemedicina e screening oncologici
L’intesa conferma il ruolo delle farmacie nella campagna vaccinale regionale. Sarà possibile somministrare vaccini antinfluenzali, anti Covid-19 e antidifterite-tetano-pertosse ai cittadini maggiorenni. Dal 2028 è previsto l’allineamento delle tariffe riconosciute per vaccinazioni antinfluenzali e dTpa a quelle dei medici di medicina generale.
Per la Distribuzione per Conto è stata definita una tariffa unica regionale, insieme all’informatizzazione dei piani terapeutici. Gli aumenti progressivi seguiranno l’indice Istat e sarà predisposta una lista regionale di medicinali da mantenere in “ministock” nelle farmacie, così da garantire disponibilità immediata per i farmaci più urgenti.
Sul fronte della telemedicina viene confermato il modello regionale di telerefertazione cardiologica, con elettrocardiogramma, Holter cardiaco e monitoraggio continuo della pressione arteriosa. Per lo screening del tumore del colon-retto sarà istituito un gruppo di lavoro regionale con Regione, Aziende sanitarie, Federfarma e Assofarm, incaricato di definire procedure uniformi, livelli minimi di servizio, modalità di coinvolgimento delle farmacie e criteri di remunerazione.
Misure specifiche per le farmacie rurali
In Emilia-Romagna sono attive 1.412 farmacie, di cui 554 rurali, pari al 39%, ubicate in Comuni, località, frazioni o centri abitati con meno di 5.000 abitanti. L’accordo prevede misure economiche dedicate alle farmacie rurali sussidiate e non sussidiate, a quelle con minore fatturato e alle farmacie di nuova istituzione.
La scelta di fissare livelli minimi di scorta per specifici farmaci e dispositivi serve a garantire disponibilità anche in caso di richieste urgenti o non programmabili. La misura assume un peso particolare nelle aree più decentrate, dove la farmacia rappresenta spesso il presidio sanitario più vicino alla popolazione.
Con l’accordo, la Regione punta a rafforzare una rete capillare capace di offrire livelli di assistenza più uniformi, contrastando le disuguaglianze geografiche nell’accesso ai servizi sanitari e valorizzando il ruolo delle farmacie nelle comunità locali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to