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Emilia-Romagna, 594 milioni per anziani e persone con disabilità

09/10/2026

Emilia-Romagna, 594 milioni per anziani e persone con disabilità

La Regione Emilia-Romagna stanzia 593 milioni e 890mila euro per il Fondo regionale per la non autosufficienza 2026, aumentando di circa 30 milioni le risorse rispetto al 2025 e di oltre 110 milioni rispetto al 2024. La Giunta regionale ha approvato il programma di finanziamento durante la seduta svoltasi a Rimini, prevedendo la distribuzione dei fondi tra le Aziende sanitarie del territorio. Gli investimenti serviranno a potenziare l'assistenza agli anziani, ampliare i servizi per le persone con disabilità gravi e gravissime, rafforzare le cure domiciliari e sostenere le strutture sociosanitarie, comprese quelle situate nelle zone montane e disagiate.

Fondo non autosufficienza 2026, come saranno utilizzati i 594 milioni

La nuova programmazione regionale assegna la quota principale delle risorse agli interventi destinati alla popolazione anziana, con particolare riferimento alle persone che hanno superato i 75 anni.

Per questa fascia di popolazione sono previsti 426,93 milioni di euro, da impiegare nel rafforzamento dei servizi assistenziali e sociosanitari, sia residenziali sia domiciliari.

Alle persone con disabilità gravi e gravissime vengono invece destinati 141,69 milioni di euro, con interventi organizzati secondo le necessità individuate nei diversi distretti sociosanitari.

Una quota di 20,27 milioni è riservata ai servizi che operano in condizioni territoriali disagiate, comprese le strutture di piccole dimensioni presenti nelle aree montane, dove mantenere attivi i presidi assistenziali può comportare maggiori difficoltà organizzative ed economiche.

Il programma comprende inoltre un finanziamento straordinario di 5 milioni di euro per i servizi accreditati a gestione pubblica, destinato a coprire parzialmente gli arretrati sostenuti nel 2026 in seguito al rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni locali.

Più posti nelle case residenza anziani e assistenza a domicilio

Una delle priorità individuate dalla Giunta riguarda l'ampliamento della capacità di accoglienza delle Case residenza per anziani (Cra), attraverso l'incremento dei posti accreditati e contrattualizzati.

L'obiettivo è rafforzare l'offerta assistenziale e ridurre le differenze attualmente presenti tra i territori regionali, assicurando una distribuzione dei servizi maggiormente coerente con i bisogni della popolazione.

Accanto alle strutture residenziali, la Regione intende investire sull'assistenza domiciliare, per consentire alle persone non autosufficienti di ricevere cure e supporto nella propria abitazione quando le condizioni lo permettono.

Tra gli interventi finanziati figurano anche i programmi integrati di dimissione protetta, pensati per garantire continuità assistenziale ai pazienti che lasciano l'ospedale e necessitano di servizi sanitari e sociali sul territorio.

La programmazione punta quindi a collegare maggiormente ospedali, servizi domiciliari e strutture sociosanitarie, organizzando percorsi di presa in carico che tengano conto delle condizioni individuali e delle necessità delle famiglie.

De Pascale e Conti: «Rafforzare la capacità di risposta del sistema»

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l'assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti, hanno spiegato che l'aumento delle risorse risponde alla crescita della domanda assistenziale e ai cambiamenti demografici in corso.

Secondo i rappresentanti della Giunta, una parte dell'incremento sarà utilizzata per sviluppare i servizi e aumentare i posti disponibili nelle Case residenza per anziani, mentre ulteriori risorse sosterranno le attività domiciliari.

De Pascale e Conti hanno inoltre richiamato la necessità di garantire continuità alle persone che, dopo un ricovero ospedaliero, hanno bisogno di essere seguite attraverso i servizi territoriali.

Un'altra componente del finanziamento riguarda la sostenibilità economica delle strutture accreditate, attraverso l'adeguamento delle tariffe sociosanitarie e della remunerazione dei servizi, anche in relazione ai rinnovi contrattuali del personale.

La Regione considera questi interventi necessari per mantenere operativa la rete assistenziale e sostenere le organizzazioni e i lavoratori impegnati quotidianamente nell'assistenza alle persone non autosufficienti.

Da Bologna alla Romagna, la distribuzione delle risorse alle Ausl

Il finanziamento sarà ripartito tra le Aziende Usl dell'Emilia-Romagna, secondo una distribuzione che tiene conto della programmazione regionale dei servizi.

La quota maggiore è destinata all'Ausl Romagna, con 153,5 milioni di euro, seguita da Bologna, alla quale vengono assegnati 121,1 milioni.

La ripartizione prevede inoltre:

Modena: 89,7 milioni di euro; Reggio Emilia: 65,3 milioni; Parma: 57,7 milioni; Ferrara: 49,3 milioni; Piacenza: 39 milioni; Imola: 17,8 milioni.

Gli stanziamenti saranno inseriti nella programmazione dei singoli distretti, in modo da collegare l'utilizzo dei finanziamenti alle necessità assistenziali riscontrate localmente.

La pianificazione degli interventi avverrà attraverso i Piani di zona per la salute e il benessere sociale, strumenti che consentono di coordinare l'attività delle istituzioni locali e dei servizi sociosanitari.

Servizi per la disabilità e sostegno alle aree montane

Una parte consistente del Fondo regionale per la non autosufficienza è dedicata alle persone con disabilità gravi e gravissime, attraverso servizi e interventi organizzati in relazione alle esigenze individuate nei territori.

La Regione conferma un modello di programmazione distrettuale che permette di adattare l'offerta assistenziale alle priorità locali, considerando le necessità delle persone e delle famiglie coinvolte.

Particolare attenzione viene riservata alle strutture sociosanitarie collocate nelle aree montane e nei territori disagiati. In questi contesti, le dimensioni ridotte dei servizi e le caratteristiche geografiche possono incidere sui costi di gestione e sull'organizzazione dell'assistenza.

Il finanziamento specifico di 20,27 milioni di euro è destinato a sostenere la continuità delle attività e la presenza dei servizi anche nelle zone caratterizzate da maggiori difficoltà territoriali.

Al Fondo regionale si affiancano inoltre risorse nazionali e regionali dedicate alla non autosufficienza, alla disabilità, ai programmi Dopo di noi e al sostegno dei caregiver familiari.

Fondo regionale, 371 milioni di risorse aggiuntive e monitoraggio fino al 2027

La dotazione complessiva di 593,89 milioni deriva da due principali fonti di finanziamento: 222,89 milioni di euro provenienti dal Fondo sanitario regionale e 371 milioni di risorse aggiuntive regionali.

Il programma si inserisce nella pianificazione triennale 2025-2027, all'interno della quale saranno valutati i risultati degli interventi finanziati.

La Regione effettuerà verifiche sia sull'attuazione delle misure previste per il 2026 sia sull'andamento complessivo della programmazione triennale.

Tra gli indicatori da monitorare figurano l'evoluzione dei posti residenziali disponibili nelle strutture per anziani, l'ampliamento dell'assistenza domiciliare e il rafforzamento dei servizi destinati alle persone con disabilità.

Saranno inoltre esaminati lo sviluppo e l'effettiva operatività dei programmi integrati di dimissione protetta nei diversi distretti, per verificare come i finanziamenti vengono tradotti in prestazioni e percorsi assistenziali sul territorio.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.