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Dante a Ravenna: esilio, morte e la storia sorprendente della sua tomba

04/05/2026

Dante a Ravenna: esilio, morte e la storia sorprendente della sua tomba
Foto da: Fabrizio Garrisi, CC0, via Wikimedia Commons

Ravenna rappresenta il capitolo finale della vita di Dante Alighieri, il luogo in cui il Sommo Poeta trovò rifugio dopo anni di esilio e dove concluse la sua opera più celebre, la Divina Commedia. Lontano dalla sua Firenze, che non lo avrebbe mai riaccolto in vita, Dante visse a Ravenna gli ultimi anni della sua esistenza, in un contesto relativamente stabile che gli permise di dedicarsi alla scrittura e alla riflessione.

Oggi, la città conserva numerosi luoghi legati alla sua memoria, rendendo Ravenna una meta imprescindibile per chi desidera approfondire la figura di uno dei più grandi poeti della storia. Dalla sua tomba, al mistero che ha circondato per secoli le sue spoglie, fino ai luoghi in cui visse e operò, la presenza di Dante a Ravenna continua a esercitare un fascino profondo, capace di unire storia, letteratura e identità culturale.

L’esilio di Dante: perché lasciò Firenze e il lungo viaggio fino a Ravenna

L’esilio di Dante Alighieri è uno degli eventi più determinanti della sua vita e della sua produzione letteraria, profondamente legato alle tensioni politiche che attraversavano Firenze all’inizio del XIV secolo. La città era divisa tra Guelfi e Ghibellini, e successivamente tra Guelfi Bianchi e Neri, fazioni in lotta per il controllo politico.

Dante, appartenente ai Guelfi Bianchi, fu condannato all’esilio nel 1302 dai Guelfi Neri, con accuse che nascondevano in realtà una lotta di potere. Da quel momento, iniziò un lungo periodo di peregrinazioni tra diverse corti italiane, vivendo una condizione di instabilità che influenzò profondamente la sua visione del mondo.

Il suo arrivo a Ravenna avvenne grazie alla protezione di Guido Novello da Polenta, signore della città, che gli offrì ospitalità e un ambiente più tranquillo rispetto alle turbolenze vissute in precedenza. Qui Dante trovò finalmente una certa stabilità, pur rimanendo segnato dalla nostalgia per la sua città natale.

Dante a Ravenna: dove visse e cosa scrisse negli ultimi anni

Durante il suo soggiorno a Ravenna, Dante visse sotto la protezione della famiglia Da Polenta, probabilmente all’interno di ambienti legati alla corte signorile, anche se la posizione esatta della sua residenza non è stata identificata con certezza. Questo periodo rappresenta una fase di relativa serenità, che gli consentì di dedicarsi completamente alla sua attività intellettuale.

È proprio a Ravenna che Dante portò a compimento la Divina Commedia, l’opera che lo avrebbe reso immortale, completando il Paradiso e definendo in modo definitivo la struttura del poema. In questi anni, il poeta svolse anche incarichi diplomatici per conto dei suoi protettori, dimostrando un ruolo attivo nella vita politica del tempo.

La sua quotidianità, pur non documentata nei dettagli, appare segnata da un equilibrio tra attività letteraria e impegni pubblici, in un contesto che gli garantiva sicurezza e riconoscimento.

La morte di Dante Alighieri: quando e come morì

Dante Alighieri morì a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, al ritorno da una missione diplomatica a Venezia, svolta per conto di Guido Novello da Polenta. Durante il viaggio di ritorno, il poeta contrasse probabilmente la malaria, una malattia diffusa nelle zone paludose attraversate durante il percorso.

Le condizioni di salute peggiorarono rapidamente, e una volta rientrato a Ravenna, Dante morì poco dopo, lasciando un’eredità letteraria destinata a influenzare secoli di cultura europea. La sua morte suscitò profonda commozione, soprattutto nell’ambiente che lo aveva accolto negli ultimi anni.

Nonostante la sua grandezza, Firenze non partecipò in modo significativo alle commemorazioni, un segno ulteriore della frattura mai ricomposta tra il poeta e la sua città natale.

La tomba di Dante a Ravenna: dove si trova e cosa vedere

La tomba di Dante si trova ancora oggi a Ravenna, in una zona adiacente alla Basilica di San Francesco, all’interno di un piccolo mausoleo neoclassico costruito nel XVIII secolo. Il luogo è semplice ma carico di significato, immerso in un’atmosfera raccolta che invita alla riflessione.

Il sepolcro è decorato con un bassorilievo che raffigura il poeta e con iscrizioni commemorative, tra cui quella che ricorda il suo esilio. La tomba è circondata dalla cosiddetta “zona dantesca”, un’area che comprende anche giardini e spazi dedicati alla memoria del poeta.

Visitare questo luogo significa entrare in contatto diretto con la storia e con una figura che ha segnato profondamente la cultura italiana, rendendo l’esperienza particolarmente intensa dal punto di vista emotivo.

La storia della tomba di Dante: tra furti, nascondigli e contese con Firenze

La storia della tomba di Dante è tutt’altro che lineare e rappresenta uno degli episodi più affascinanti legati alla sua memoria. Nel corso dei secoli, Firenze tentò più volte di riportare le spoglie del poeta nella città natale, ma Ravenna si oppose sempre con decisione.

Uno degli episodi più noti risale al XVI secolo, quando i frati francescani decisero di nascondere le ossa di Dante per evitare che venissero trasferite. Le reliquie furono murate in un nascondiglio segreto, rimanendo nascoste per secoli.

Solo nel XIX secolo le ossa furono ritrovate casualmente durante lavori di ristrutturazione, confermando la loro autenticità e ponendo fine, almeno in parte, alla disputa tra Ravenna e Firenze. Questo episodio contribuisce a rendere la storia della tomba ancora più affascinante e ricca di mistero.

I luoghi di Dante a Ravenna: cosa vedere oggi

Oltre alla tomba, Ravenna offre diversi luoghi legati alla figura di Dante, che permettono di approfondire la sua storia e il suo legame con la città. La “zona dantesca” rappresenta il punto di partenza ideale, con il Museo Dantesco che racconta la vita e l’opera del poeta attraverso documenti e installazioni.

La Basilica di San Francesco, situata nelle vicinanze, è un altro luogo significativo, così come i giardini circostanti, che offrono uno spazio tranquillo per riflettere e immergersi nell’atmosfera storica del luogo.

Visitare Ravenna seguendo le tracce di Dante significa intraprendere un viaggio nella storia e nella letteratura, scoprendo una città che ha saputo custodire la memoria del poeta con rispetto e dedizione, rendendola ancora oggi viva e accessibile.

Dante a Ravenna non è soltanto una pagina finale della sua vita, ma un capitolo fondamentale della sua eredità, un luogo in cui la sua presenza continua a essere percepita, trasformando la città in uno spazio simbolico della cultura italiana.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.