Ravenna, terapia neonatale con guardia medica dedicata
27/07/2026
L’ospedale di Ravenna avrà una guardia neonatologica dedicata e potrà accogliere neonati senza limitazioni legate alle settimane di gestazione, nel rispetto delle procedure aziendali e regionali. La novità è contenuta nella riorganizzazione della rete neonatologica ospedaliera approvata dalla Giunta dell’Emilia-Romagna, che per l’Ausl della Romagna individua tre sedi operative autonome negli ospedali di Rimini, Ravenna e Cesena.
Tre sedi autonome nella rete dell’Ausl Romagna
Il nuovo assetto nasce dalla necessità di adeguare l’assistenza neonatale alla riduzione delle nascite, ai cambiamenti epidemiologici e alle più recenti evidenze scientifiche. La rete sarà articolata nelle Unità operative collegate ai Punti nascita dei tre ospedali romagnoli, con Rimini incaricata del coordinamento clinico e organizzativo.
Ravenna e Cesena manterranno piena autonomia gestionale, al pari della sede riminese. Ciascun presidio sarà dotato di una guardia neonatologica, assicurando una presenza medica specificamente dedicata alla gestione dei neonati e delle situazioni che richiedono assistenza specialistica.
Per l’ospedale ravennate il provvedimento rappresenta un’evoluzione rispetto all’organizzazione attuale. La struttura potrà prendere in carico bambini nati a qualsiasi età gestazionale, sulla base dei protocolli definiti dall’Azienda sanitaria e dalla Regione. La nuova configurazione punta a rendere più stabile la risposta clinica, riducendo le differenze operative tra le sedi della rete.
Un medico neonatologo si aggiungerà alla guardia pediatrica
Il riassetto prevede il rafforzamento dell’organico della terapia intensiva neonatale di Ravenna. Alla guardia pediatrica già presente si affiancherà una guardia composta da personale medico dedicato alla neonatologia, con competenze specifiche nell’assistenza ai bambini prematuri o affetti da condizioni cliniche complesse.
La presenza continuativa di professionisti specializzati dovrebbe migliorare la gestione delle urgenze, la presa in carico dei neonati e il coordinamento con gli altri reparti ospedalieri. Il modello consentirà inoltre di programmare con maggiore precisione turni, attività cliniche e percorsi assistenziali.
La riorganizzazione potrà incidere anche sulla capacità della struttura di attrarre medici e personale sanitario qualificato. Una sede dotata di autonomia, guardia dedicata e funzioni assistenziali più ampie offre infatti opportunità professionali e formative maggiormente strutturate.
Barattoni e Mazzoni: servizio rafforzato per la comunità
Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e l’assessora comunale alle Politiche per la Salute Roberta Mazzoni hanno accolto favorevolmente la decisione della Regione. Secondo gli amministratori, il provvedimento permette di mantenere il servizio nell’ospedale cittadino e di elevarne ulteriormente gli standard organizzativi e assistenziali.
Barattoni e Mazzoni hanno ringraziato anche la direzione dell’Ausl della Romagna per le misure adottate per assicurare la piena operatività del reparto durante la fase caratterizzata dalla carenza di personale. Il nuovo modello dovrebbe ora offrire una base più stabile per potenziare l’équipe e garantire continuità alle attività.
L’Amministrazione comunale ritiene che la guardia neonatologica dedicata possa contribuire a migliorare gli esiti clinici e a innalzare il livello dell’assistenza offerta ai neonati e alle loro famiglie. La rete integrata tra Rimini, Ravenna e Cesena permetterà al sistema sanitario romagnolo di condividere procedure e competenze, mantenendo al tempo stesso l’autonomia operativa delle singole sedi.
La Regione aggiorna la rete dopo il calo delle nascite
La revisione tiene conto della progressiva diminuzione della natalità e della conseguente trasformazione dei bisogni assistenziali. La Regione ha scelto di intervenire sull’organizzazione dei servizi senza concentrare tutte le funzioni in un unico ospedale, costruendo invece una rete composta da tre presidi collegati.
Il coordinamento clinico affidato a Rimini dovrà favorire l’applicazione uniforme dei protocolli, mentre Ravenna e Cesena potranno gestire autonomamente personale, attività e presa in carico dei pazienti. Per Ravenna, l’ampliamento delle possibilità di ricovero e la nuova guardia medica segnano un rafforzamento del ruolo dell’ospedale nella rete materno-infantile della Romagna.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to