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Fipe, pubblici esercizi in calo ma rete ancora capillare

19/06/2026

Fipe, pubblici esercizi in calo ma rete ancora capillare

Bar, ristoranti e pubblici esercizi restano una presenza diffusa nei territori italiani, ma il settore mostra segnali di rallentamento dopo anni di espansione. Secondo l’indagine “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”, realizzata da Fipe in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e presentata a Roma, in Italia sono attive oltre 262 mila imprese del comparto, con una media di un esercizio ogni 182 abitanti.

Solo 162 Comuni senza bar o ristoranti

La rete dei pubblici esercizi resta molto estesa: su circa 7.900 Comuni italiani, soltanto 162, pari al 2% del totale, non hanno almeno un bar o un ristorante. Il dato conferma il ruolo di queste attività come punti di servizio, incontro e presidio quotidiano, soprattutto nei centri urbani e nei piccoli Comuni.

La fotografia complessiva, però, mostra anche un cambio di fase. Rispetto al 2015 il numero delle attività è diminuito del 3,7%, con una perdita di quasi 10 mila imprese a livello nazionale. La contrazione più evidente riguarda i bar, che nell’ultimo decennio hanno perso oltre 22.300 unità. Secondo l’analisi, il fenomeno non dipende soltanto dalle chiusure, ma anche dalla trasformazione di molti esercizi in attività di ristorazione.

Centro-Nord in flessione, Sud in crescita

La dinamica territoriale è molto differenziata. Diverse città del Centro-Nord guidano la classifica dei cali: Trieste registra 172 attività in meno, pari a una riduzione del 16%, seguita da Pisa con 114 imprese in meno, Pesaro con 92 e Ancona con 78.

Nel Mezzogiorno, invece, il settore continua a espandersi in numerose realtà urbane. Napoli presenta il saldo positivo più alto, con 704 nuove attività e una crescita del 19,7%. Seguono Palermo, con 163 imprese in più, Bari con 76 e Taranto con 71. Il dato conferma il peso della ristorazione come canale di autoimpiego nelle aree dove il mercato del lavoro offre minori opportunità.

Centri storici sotto pressione per l’aumento dei take away

Lo studio dedica un focus ai centri storici delle città grandi e medie, dove si osserva una maggiore concentrazione dell’offerta e una diffusione di format orientati alla ristorazione informale. Si tratta spesso di attività con spazi ridotti, senza servizio al tavolo e con un numero limitato di addetti.

Secondo Fipe, questa trasformazione può generare effetti rilevanti sull’equilibrio urbano: aumento della pressione antropica, rumore, produzione di rifiuti e fenomeni di degrado. A Milano, nella zona di Porta Venezia, le attività di ristorazione con somministrazione sono cresciute del 53,2%, mentre quelle da asporto sono aumentate del 32%. A Roma, in una parte di Trastevere, i take away sono saliti del 33,3%, mentre i bar tradizionali sono diminuiti del 24,1%.

Affitti, Tari e costi spingono verso format più piccoli

Alla base della riconversione di molte attività ci sono costi di gestione elevati, canoni di locazione più onerosi e imposte locali come la Tari, spesso considerate poco aderenti alla reale operatività degli esercizi. Per ridurre il peso delle spese fisse, molti operatori scelgono locali più piccoli e modelli commerciali meno strutturati.

Fipe segnala però che la crescita incontrollata dei take away, soprattutto quando legata a strategie aggressive e alla vendita di bevande alcoliche a basso prezzo, può contribuire ai fenomeni di malamovida. Il rischio, secondo la Federazione, è che residenti, imprese regolari e qualità della vita nei centri storici paghino il prezzo di una trasformazione non governata.

Il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani, ha chiesto alle amministrazioni locali una maggiore capacità di pianificazione. Per l’associazione, ordinanze restrittive su orari e modalità di attività rischiano di penalizzare le imprese sane senza risolvere le cause del problema. La richiesta è di regolare le nuove aperture nelle zone già critiche e contrastare le forme di dumping commerciale che danneggiano pubblici esercizi e vivibilità urbana.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.