Emilia-Romagna, 1,5 milioni per il nuovo Piano castanicolo
18/09/2026
Un fondo aggiuntivo da 1,5 milioni di euro nel prossimo triennio per recuperare castagneti abbandonati, sostenere la filiera e proteggere la biodiversità. È una delle principali misure contenute nel nuovo Piano castanicolo e del marrone dell’Emilia-Romagna, elaborato dalla Regione insieme al Tavolo castanicolo regionale. Il documento sarà ora sottoposto al confronto con produttori, associazioni, consorzi e amministratori locali prima dell’approvazione definitiva. Il primo incontro si è svolto a Rioveggio, nell’Appennino bolognese; seguiranno gli appuntamenti del 10 ottobre a Casola Valsenio e del 6 novembre a Marola di Carpineti.
Oltre 2.200 ettari di castagneti da frutto in Emilia-Romagna
La strategia regionale riguarda un comparto che conta oltre 2.200 ettari di castagneti da frutto e una presenza diffusa soprattutto nelle aree montane. Accanto al valore produttivo, la castanicoltura contribuisce alla conservazione del paesaggio, alla tutela della biodiversità e alla gestione dell’equilibrio idrogeologico dell’Appennino.
Le risorse aggiuntive saranno destinate in particolare al recupero delle superfici non più coltivate, alla valorizzazione economica della filiera e alla conservazione del patrimonio varietale. Ulteriori interventi potranno essere sostenuti attraverso gli strumenti già disponibili nella programmazione regionale dello sviluppo rurale.
Tre modelli per lo sviluppo della castanicoltura
Il Piano individua tre direttrici produttive: la salvaguardia della castanicoltura tradizionale, la trasformazione delle selve castanili in castagneti da frutto e la realizzazione di nuovi impianti attraverso piante innestate provenienti da vivaio. La programmazione guarda anche al prossimo ciclo europeo 2028-2034.
Quattro gli obiettivi generali indicati dalla Regione: semplificare le norme e agevolare gli investimenti, proteggere territorio e produzioni, favorire innovazione e trasferimento delle conoscenze e rafforzare l’organizzazione della filiera. Tra le produzioni sulle quali concentrare le azioni di valorizzazione figura il Marrone di Castel del Rio Igp.
Dal ricambio generazionale alla tutela fitosanitaria
Il documento comprende interventi che riguardano anche il ricambio generazionale nelle aziende, il rafforzamento del presidio fitosanitario e le azioni contro il dissesto idrogeologico. Spazio inoltre al coinvolgimento del sistema educativo e allo sviluppo di strumenti dedicati alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti castanicoli regionali. :
L’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi ha indicato nel Piano uno strumento per offrire una prospettiva di lungo periodo alle imprese e alle comunità montane. Nel confronto avviato sul territorio, produttori e amministratori potranno presentare osservazioni e proposte prima che il testo arrivi alla fase di approvazione.
Gli incontri proseguono fino a novembre
Dopo la tappa di Rioveggio, il calendario prevede un secondo incontro il 10 ottobre a Casola Valsenio, nel Ravennate, e la chiusura del percorso il 6 novembre a Marola di Carpineti, nel Reggiano. La Regione utilizzerà questa fase per raccogliere indicazioni dagli operatori direttamente coinvolti nella gestione dei castagneti e nella commercializzazione delle produzioni. :
Il confronto dovrà quindi tradurre gli indirizzi generali del Piano in interventi applicabili alle diverse realtà territoriali, con particolare attenzione alle piccole imprese delle zone montane e alla possibilità di riportare in produzione superfici oggi abbandonate.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.