Ravenna-Ferrara, logistica al centro dello sviluppo territoriale
11/09/2026
Ogni milione di euro investito in logistica e intermodalità può generare oltre due milioni di euro di produzione aggiuntiva. Il dato è stato richiamato da Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che chiede di mettere trasporti, infrastrutture e collegamenti al centro delle politiche economiche del territorio.
Il porto di Ravenna tra sviluppo e nuove connessioni
Secondo Guberti, la logistica rappresenta il motore operativo dell’economia reale e deve essere considerata una leva di crescita per l’intero sistema produttivo. In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, barriere commerciali e catene del valore vulnerabili agli shock, la disponibilità di infrastrutture efficienti incide sulla capacità delle imprese di competere, esportare e attrarre nuovi investimenti.
Il presidente della Camera di commercio ha indicato due priorità: il superamento del divario infrastrutturale attraverso una programmazione stabile e adeguate risorse, e lo sviluppo dell’intermodalità. Strade, ferrovie, porti, aeroporti e piattaforme logistiche dovrebbero funzionare come un sistema integrato, riducendo tempi e costi per il trasporto delle merci.
Un ruolo specifico viene attribuito alla Zona Logistica Semplificata, il cui utilizzo dovrebbe essere accompagnato dalla digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi, dall’interoperabilità dei dati e da procedure coordinate. Guberti ha inoltre sollecitato investimenti nella formazione e una collaborazione strutturata tra imprese, ITS, scuole, università e amministrazioni locali.
Le strade da mettere in sicurezza
Tra gli interventi indicati figurano il miglioramento dei collegamenti da e verso il porto di Ravenna, la fluidificazione del traffico lungo gli assi Nord-Sud ed Est-Ovest, l’ammodernamento della tratta Ravenna-Ferrara e la messa in sicurezza della SS67 Tosco-Romagnola/Ravegnana.
Nel quadro delle opere prioritarie rientra anche la strada statale Romea, considerata particolarmente pericolosa per il numero di incidenti mortali registrati in rapporto alla sua estensione. Criticità analoghe riguardano la statale 16 Adriatica nel tratto tra Ravenna e Ferrara, interessato da traffico pesante, spostamenti ordinari e flussi turistici.
«Servono interventi rapidi sulle statali più esposte», ha dichiarato Guberti, spiegando che la richiesta è condivisa dalle istituzioni, dalle associazioni di categoria e dal tessuto economico delle due province.
Il piano ferroviario e il nodo dell’Alta Velocità
La transizione verso modalità di trasporto meno inquinanti passa anche dal trasferimento delle merci dalla gomma alla ferrovia. In questo percorso, il piano ferroviario del porto di Ravenna prevede il passaggio da cinque a dodici binari in sinistra Candiano, oltre a una nuova linea di trazione elettrica, impianti antincendio e opere per la tutela ambientale.
La conclusione dei lavori è prevista per il 2030. Per la Camera di commercio, il rispetto del cronoprogramma è indispensabile per rafforzare la capacità dello scalo e sostenere il cosiddetto modal shift, con una quota maggiore di merci movimentata su ferro.
Resta aperto anche il tema dei collegamenti passeggeri. Ravenna è esclusa dalla rete dell’Alta Velocità, mentre Ferrara dispone di un’offerta ritenuta limitata rispetto a nodi vicini come Bologna. Ritardi e cancellazioni sulle linee locali aggravano la situazione: sono stati segnalati viaggi tra Ferrara e Ravenna con attese superiori ai 90 minuti.
«Competitività delle imprese e benessere delle famiglie fanno parte della stessa strategia», ha concluso Guberti. Infrastrutture più efficienti possono ridurre i tempi di spostamento, migliorare l’accesso ai servizi, sostenere il turismo e creare nuove opportunità per il lavoro e gli investimenti.
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