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Famiglie, spese obbligate al 41,7%: la casa costa 5.335 euro

01/09/2026

Famiglie, spese obbligate al 41,7%: la casa costa 5.335 euro

Nel 2026 le spese obbligate assorbono il 41,7% dei consumi delle famiglie italiane, contro il 37% registrato nel 1995. Casa, energia, sanità, assicurazioni e trasporti lasciano così uno spazio più ristretto agli acquisti discrezionali. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sull’evoluzione dei consumi negli ultimi trent’anni. La voce più pesante resta l’abitazione, con una spesa media di 5.335 euro pro capite l’anno, su un totale di 9.693 euro destinati ai costi considerati obbligati.

Casa ed energia pesano sui bilanci familiari

Dopo l’abitazione, tra le principali voci figurano assicurazioni e carburanti, che raggiungono complessivamente 2.310 euro per persona. Per energia, gas e altri combustibili la spesa stimata è invece di 1.829 euro.

Quest’ultima voce risulta inferiore di 1.231 euro, in termini reali, rispetto al 1995. Confcommercio attribuisce la riduzione sia alla maggiore efficienza degli apparecchi e degli impianti sia al contenimento dei consumi determinato dall’aumento dei prezzi energetici.

La distanza tra l’andamento dei prezzi delle spese essenziali e quello degli acquisti discrezionali resta però ampia. Tra il 1995 e il 2026 il deflatore dei beni e servizi obbligati è aumentato del 140,8%, mentre quello dei beni commercializzabili è cresciuto del 57,4% e quello dei servizi di mercato dell’88,4%.

Nel comparto energetico l’incremento raggiunge il 211,1%, il dato più elevato rilevato nell’analisi.

Meno spazio per gli acquisti discrezionali

La crescita dei costi fissi ha progressivamente modificato la composizione della spesa familiare. Nel 2026 i beni commercializzabili rappresentano il 37,5% dei consumi complessivi, mentre i servizi legati a viaggi, ristorazione, cultura e tempo libero stanno recuperando terreno dopo la forte contrazione registrata negli anni precedenti.

La distinzione tra spese necessarie e consumi discrezionali è inoltre diventata meno netta. Smartphone, computer e connessioni internet, pur classificati tra i beni acquistabili liberamente, vengono oggi utilizzati per lavoro, studio, operazioni bancarie e accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Secondo Confcommercio, le famiglie hanno reagito all’aumento dei costi essenziali modificando le proprie abitudini di acquisto e destinando risorse differenti alle diverse categorie di consumo.

Nel 2026 crescono viaggi, ristorazione e tecnologia

Nel corso dell’anno torna a crescere la spesa per alcuni acquisti e servizi non essenziali. I consumi legati a tempo libero, viaggi e ristorazione aumentano dell’1,9%, pari a circa 98 euro in più per abitante.

Anche i prodotti tecnologici e alcuni beni durevoli beneficiano di prezzi più accessibili. Il confronto di lungo periodo mette in evidenza una dinamica particolarmente marcata nell’elettronica, dove i prezzi risultano diminuiti del 91,4% rispetto al 1995.

Il comparto alimentare presenta invece volumi acquistati ancora deboli. Secondo lo studio, sulla tendenza incidono sia l’invecchiamento della popolazione sia il cambiamento delle abitudini, compreso il maggiore ricorso ai pasti consumati fuori casa.

I consumi pro capite tornano sui livelli del 2007

L’analisi tiene conto anche dell’evoluzione demografica. Oltre un quarto della popolazione italiana ha oggi più di 65 anni, mentre il numero complessivo dei residenti è diminuito di circa 1,5 milioni rispetto al massimo raggiunto nel 2014.

Considerando i consumi reali per abitante e neutralizzando l’effetto dell’inflazione, Confcommercio rileva che soltanto nel biennio 2025-2026 vengono recuperati i volumi pro capite precedenti alla crisi del 2007, dopo una lunga fase caratterizzata da crescita debole.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, chiede di intervenire su tasse e costi fissi per restituire maggiore capacità di spesa alle famiglie. Per l’associazione, alleggerire il peso delle uscite obbligate rappresenterebbe una delle condizioni necessarie per sostenere i consumi e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle prospettive economiche.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.