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Emilia-Romagna, 1,3 milioni per il Reddito di libertà

15/07/2026

Emilia-Romagna, 1,3 milioni per il Reddito di libertà

La Regione Emilia-Romagna stanzia anche nel 2026 1,3 milioni di euro per ampliare il Reddito di libertà destinato alle donne vittime di violenza. Le risorse regionali si aggiungeranno al finanziamento nazionale e permetteranno di sostenere oltre 200 beneficiarie che, affidandosi esclusivamente al fondo statale, rischierebbero di vedere respinta la propria domanda per insufficienza del budget disponibile.

La misura offre un aiuto economico alle donne impegnate in un percorso di uscita dalla violenza, con l’obiettivo di favorire l’autonomia personale e abitativa. Il contributo può essere utilizzato per affrontare spese immediate come affitto, utenze, acquisto di beni essenziali, materiale scolastico per i figli o costi legati all’ingresso in una nuova abitazione.

Fino a 6.360 euro erogati in un’unica soluzione

Il Reddito di libertà riconosce a ciascuna beneficiaria 530 euro al mese per dodici mensilità, per un importo massimo complessivo di 6.360 euro. La somma viene versata dall’Inps in un’unica soluzione e può essere cumulata con altri sostegni economici, compreso l’Assegno di inclusione.

Possono presentare domanda le donne seguite da un Centro antiviolenza e in una condizione di bisogno economico certificata dai Servizi sociali. La richiesta deve essere inoltrata attraverso il Comune di riferimento, che trasmette la pratica all’Inps per la verifica dei requisiti e l’erogazione del contributo.

L’importo mensile è stato progressivamente aumentato. Fino al 2024 il sostegno era pari a 400 euro; un decreto interministeriale del 2 dicembre 2024 lo ha portato a 500 euro, mentre il successivo provvedimento del 17 settembre 2025 ha stabilito la cifra attuale di 530 euro.

Nel 2025 aiutate 471 donne, 239 domande senza copertura

Secondo i dati comunicati dall’Inps, nel 2025 in Emilia-Romagna sono state presentate 710 domande. Il fondo statale ha finanziato 254 richieste, mentre altre 217 sono state accolte grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione.

Le donne sostenute economicamente sono state quindi 471. Altre 239 domande non hanno potuto essere finanziate per esaurimento delle disponibilità economiche, pur in presenza dei requisiti richiesti.

Il monitoraggio aggiornato al 31 marzo 2026 registra 185 domande presentate o ripresentate e rimaste prive di copertura statale. Lo stanziamento regionale consentirà di recuperare queste richieste e di finanziare ulteriori beneficiarie nel corso dell’anno.

Tra il 2022 e il 2026 la Regione Emilia-Romagna ha trasferito all’Inps oltre 5,6 milioni di euro per integrare il fondo nazionale, ritenuto insufficiente rispetto al numero delle domande raccolte sul territorio.

Allegni: risorse proprie per ricostruire casa e quotidianità

L’assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni, ha definito il Reddito di libertà uno strumento concreto di autodeterminazione. Disporre di risorse proprie, ha spiegato, permette alle donne di prendere decisioni senza essere condizionate dalla dipendenza economica nei momenti più delicati del percorso di allontanamento dalla violenza.

Lasciare una relazione violenta può richiedere la ricostruzione simultanea di casa, lavoro, sicurezza personale e organizzazione familiare. Anche spese apparentemente ordinarie, come alcune mensilità di affitto o l’acquisto dei materiali necessari ai figli, possono diventare ostacoli difficili da superare senza un sostegno immediato.

Il contributo economico opera all’interno di una rete composta da Centri antiviolenza, Comuni, Servizi sociali e strutture territoriali. L’accompagnamento viene costruito rispettando i tempi e le scelte di ogni donna, collegando l’aiuto finanziario ai percorsi psicologici, abitativi, formativi e lavorativi necessari per raggiungere una reale autonomia.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.