Scritture di frontiera torna alla Classense: ad aprile due incontri tra identità, memoria e appartenenza
01/04/2026
Torna anche questa primavera a Ravenna Scritture di frontiera, la rassegna dedicata alle voci e alle narrazioni che aiutano a leggere il presente attraverso una prospettiva interculturale. L’iniziativa, organizzata dalla Casa delle Culture dell’Unità operativa Politiche per l’immigrazione del Comune di Ravenna in collaborazione con l’associazione Onnivoro, propone due appuntamenti gratuiti e aperti alla cittadinanza nella sala Muratori della biblioteca Classense, confermandosi come uno spazio di confronto culturale ormai riconoscibile nel panorama cittadino.
La rassegna, negli anni, si è ritagliata un ruolo preciso: usare la letteratura come strumento per affrontare temi complessi come identità, sradicamento, memoria, confini e convivenza. Anche l’edizione di quest’anno mantiene questa direzione, affidandosi a due autrici del panorama letterario contemporaneo italiano che, con percorsi e sensibilità differenti, portano al centro dell’incontro pubblico storie capaci di attraversare geografie, appartenenze e nodi storici ancora aperti.
Saba Anglana apre la rassegna il 2 aprile
Il primo appuntamento è in programma per giovedì 2 aprile alle 17.30, quando protagonista sarà Saba Anglana, cantante, attrice e scrittrice italiana di origini somalo-etiope. L’autrice presenterà “La signora Meraviglia”, un’opera che attraversa generazioni e continenti e che si confronta con le tracce lasciate dalla storia coloniale, senza fermarsi alla dimensione del passato ma interrogando anche le possibilità di riscatto individuale e collettivo.
La presenza di Saba Anglana dà subito alla rassegna un’impronta forte, perché il suo lavoro si muove da tempo su un crinale in cui memoria privata e storia pubblica si intrecciano. Il racconto letterario diventa così uno spazio in cui l’esperienza personale si apre a una riflessione più ampia sulle eredità culturali, sulle ferite storiche e sulle forme contemporanee della ricerca di sé.
Il 9 aprile l’incontro con Alae Al Said
Il secondo appuntamento si terrà giovedì 9 aprile alle 17.30 e vedrà al centro Alae Al Said, giovane scrittrice italiana nata a Roma da una famiglia di origini palestinesi. In questa occasione sarà presentato il romanzo “Il ragazzo con la kefiah arancione”, testo che affronta con sensibilità narrativa il tema dell’identità e dello sradicamento, intrecciando crescita personale, memoria e attualità.
Il dialogo con Alae Al Said si preannuncia come un’occasione preziosa per riflettere sul significato di casa, di appartenenza e di confine. Sono temi che attraversano in profondità il nostro tempo e che la letteratura, quando riesce a sottrarsi agli stereotipi e a restituire complessità, può illuminare con particolare efficacia. La forza di un romanzo, in questo caso, sta proprio nella capacità di far entrare il lettore dentro una vicenda personale che però rimanda a questioni collettive e aperte.
La letteratura come spazio di ascolto e dialogo
A moderare entrambi gli incontri sarà Matteo Cavezzali, mentre l’assessore alla Multiculturalità Fabio Sbaraglia ha sottolineato il valore che Scritture di frontiera ha assunto nel tempo per la città. La rassegna, ha osservato, rappresenta un’occasione di ascolto e di dialogo in cui la letteratura invita ad attraversare confini geografici, culturali e simbolici, offrendo alla comunità uno spazio in cui riflettere insieme su radici, partenze, memoria, futuro e convivenza.
È proprio questa la cifra più interessante dell’iniziativa: non la semplice presentazione di libri, ma la costruzione di un contesto in cui le storie letterarie diventano occasioni di confronto civile. Le appartenenze raccontate da Anglana e Al Said non si escludono, non si chiudono in definizioni rigide, ma si sommano, si interrogano e chiedono di essere lette come parte di una realtà sociale sempre più plurale.
Un’anteprima del Festival delle Culture 2026
Scritture di frontiera anticipa inoltre alcune delle tematiche che attraverseranno il Festival delle Culture 2026, in programma a Ravenna dal 16 aprile al 20 giugno. In questa prospettiva, la rassegna assume anche il valore di apertura ideale a un percorso più ampio, nel quale la città sceglie di confrontarsi con la complessità del mondo contemporaneo attraverso linguaggi culturali capaci di creare relazione e consapevolezza.
La biblioteca Classense tornerà così a essere, per due pomeriggi di aprile, un luogo in cui la parola scritta si fa occasione pubblica di incontro. In un tempo attraversato da fratture, semplificazioni e paure identitarie, iniziative come questa ricordano che la letteratura può ancora offrire uno spazio serio e condiviso per capire meglio il presente e per immaginare una convivenza più matura.
Articolo Precedente
Faenza, arrestato al parco Mita per spaccio: sequestrati 40 grammi di hashish
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.