Ravenna, studenti premiati nel concorso PretenDiamo Legalità
24/04/2026
Circa mille studenti della provincia di Ravenna hanno partecipato alla IX edizione del progetto-concorso “PretenDiamo Legalità”, promosso dal Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’iniziativa, coordinata sul territorio dalla Questura di Ravenna, ha coinvolto scuole primarie, secondarie di primo grado e istituti superiori in un percorso dedicato a legalità, cittadinanza attiva, sicurezza online, cyberbullismo, inclusione, parità di genere e violenza contro le donne.
Gli incontri formativi sono stati condotti dal personale della Questura di Ravenna e dei Commissariati di Faenza e Lugo, con il contributo degli specialisti della Polizia Postale e della Polizia Stradale. Il lavoro svolto nelle classi ha portato alla produzione di elaborati creativi molto diversi tra loro, dai cartelloni ai racconti digitali, fino ai fumetti e alle graphic novel.
La valutazione della Commissione provinciale
La Commissione provinciale si è riunita l’8 aprile per esaminare gli elaborati realizzati dagli studenti e individuare i vincitori delle diverse categorie scolastiche. Alla valutazione ha partecipato anche la professoressa Paola Babini, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna.
I lavori selezionati hanno mostrato una forte attenzione ai temi sociali affrontati durante il percorso. La legalità è stata raccontata attraverso linguaggi vicini ai ragazzi, capaci di tradurre concetti complessi in immagini, storie e simboli immediati. Ne è emerso un quadro di partecipazione attiva, nel quale gli studenti non si sono limitati a ripetere messaggi educativi, ma hanno provato a interpretarli con sensibilità personale e collettiva.
I tre elaborati vincitori accederanno ora alla selezione nazionale, dove rappresenteranno la provincia di Ravenna nel confronto con i migliori lavori realizzati nelle altre province italiane.
Il peso delle parole, bullismo e violenza di genere
Per le scuole primarie si è distinta la classe V della scuola “Alberto Manzi” dell’Istituto Comprensivo Cervia 2. I bambini hanno lavorato sul tema “Il peso delle parole”, partendo da una domanda diretta: le parole possono fare male? Da quel confronto è nato un elaborato che contrappone parole dure come mattoni, capaci di appesantire uno zaino, e parole gentili come piume, in grado di alleggerirlo. Il messaggio è stato restituito attraverso un cartellone in rilievo e un racconto in formato digitale.
Tra le scuole secondarie di primo grado ha ottenuto il primo posto la classe 3ª C della scuola secondaria “A. Oriani”, dell’Istituto Comprensivo Corso Matteotti di Alfonsine. Gli studenti hanno scelto il fumetto digitale per affrontare bullismo e cyberbullismo, raccontando con immagini e parole dinamiche che spesso restano sommerse ma che segnano profondamente la vita dei ragazzi.
Per gli istituti superiori è stato premiato il lavoro degli studenti dell’Istituto Tecnico Morigia-Perdisa di Ravenna, classe 2ª GRA. La graphic novel “Le cicatrici che non vedi” affronta il tema della violenza di genere e del rispetto delle differenze, utilizzando la figura del Commissario Mascherpa come simbolo di una legalità giusta e imparziale.
Il ruolo della Questura e degli incontri nelle scuole
La Questura di Ravenna ha espresso apprezzamento per l’impegno dimostrato dagli istituti partecipanti, dai docenti e dagli studenti. La consegna degli attestati alle classi vincitrici chiude la fase provinciale del concorso, ma conferma anche il valore del percorso avviato nelle scuole attraverso il confronto diretto con gli operatori della Polizia di Stato.
Gli incontri hanno permesso di affrontare questioni vicine alla quotidianità dei più giovani, dalla sicurezza in rete all’uso consapevole delle tecnologie, fino ai rischi del cyberbullismo e alle forme di violenza fondate sulla discriminazione e sulla disparità di genere. La presenza della Polizia Postale e della Polizia Stradale ha arricchito il percorso con competenze specifiche, offrendo agli studenti strumenti concreti per riconoscere comportamenti pericolosi e chiedere aiuto.
Il progetto “PretenDiamo Legalità” conferma così la sua funzione educativa: costruire un rapporto stabile tra istituzioni e nuove generazioni, facendo della legalità un’esperienza vissuta, raccontata e condivisa attraverso la creatività degli studenti.
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