Polizia di Stato e Fondazione Conad nelle scuole di Ravenna per promuovere il rispetto e prevenire la violenza di genere
31/03/2026
Portare il tema della violenza di genere dentro le scuole significa scegliere il terreno più decisivo, quello della formazione delle coscienze, del linguaggio e delle relazioni. È dentro questo orizzonte che si colloca l’incontro ospitato oggi all’Istituto Tecnico Geometri “Morigia” di Ravenna, dove la Questura di Ravenna ha partecipato a una giornata di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne, nell’ambito del Progetto Rispetto – insieme contro la violenza di genere.
L’iniziativa nasce dal protocollo d’intesa siglato tra la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e la Fondazione Conad ETS, e si inserisce in un percorso che punta a portare strumenti concreti di consapevolezza nelle aule scolastiche. Non si tratta di una presenza formale o di un appuntamento isolato, ma di un lavoro che sceglie di confrontarsi direttamente con le nuove generazioni, nel momento in cui si formano le idee, si consolidano i modelli relazionali e si imparano a riconoscere segnali che troppo spesso vengono sottovalutati o confusi con comportamenti normali.
Un confronto diretto con gli studenti dell’ITG Morigia
L’incontro ha coinvolto circa 200 studenti dell’istituto ravennate e ha visto la partecipazione del Questore di Ravenna Gianpaolo Patruno e del dirigente della Divisione Anticrimine Claudio Cagnini, che hanno portato la voce istituzionale della Polizia di Stato dentro un dialogo aperto con i ragazzi. La scelta di parlare direttamente agli studenti, senza mediazioni e dentro un contesto scolastico, restituisce il senso più profondo del progetto: non intervenire soltanto quando la violenza si manifesta, ma lavorare prima, nel campo dell’educazione e della prevenzione.
Accanto ai rappresentanti della Questura era presente anche il dirigente scolastico dell’ITG Morigia, Paolo Taroni, la cui collaborazione ha permesso di inserire l’iniziativa in uno spazio educativo centrale per il territorio ravennate. La scuola, in questo caso, si conferma non solo luogo di apprendimento disciplinare, ma contesto in cui affrontare con serietà e responsabilità temi che incidono in modo diretto sulla crescita civile delle persone.
Il contributo di Fondazione Conad e del docufilm “Io sono Giulia”
Alla giornata ha preso parte, in collegamento video, anche la Segretaria generale della Fondazione Conad ETS, affiancata da Lorena Corsani di CIA Conad, a conferma di una collaborazione che mette insieme istituzioni e soggetti del mondo privato in una battaglia che è prima di tutto culturale. Il valore di questo tipo di alleanze sta proprio nella capacità di costruire una rete ampia, in cui il contrasto alla violenza di genere non venga lasciato soltanto all’intervento repressivo o giudiziario, ma diventi questione condivisa e responsabilità collettiva.
Un momento particolarmente significativo è stato il contributo di Luca Pagliari, regista del docufilm “Io sono Giulia”, realizzato nell’ambito del progetto. Il lavoro cinematografico, nato per restituire voce e dignità a chi ha vissuto in prima persona relazioni violente, rappresenta uno strumento potente per avvicinare i più giovani a una realtà che spesso resta invisibile fino a quando non esplode nelle sue forme più drammatiche. Il racconto, quando è capace di dare corpo alle esperienze e di far emergere le conseguenze concrete della violenza, può arrivare dove i numeri e gli slogan non bastano.
Educazione affettiva e riconoscimento dei segnali di disagio
L’incontro si inserisce in un percorso istituzionale più ampio, costruito per offrire alle scuole strumenti di educazione affettiva, prevenzione e riconoscimento precoce dei segnali di disagio nelle relazioni. È proprio questo uno dei nodi centrali del tema: la violenza non nasce all’improvviso, ma si sviluppa spesso dentro comportamenti di controllo, svalutazione, ricatto emotivo e sopraffazione che possono essere riconosciuti, nominati e contrastati per tempo, a patto che esistano gli strumenti culturali per farlo.
Il Progetto Rispetto mette a disposizione sul portale dedicato materiali didattici gratuiti destinati a docenti e studenti delle scuole secondarie, rafforzando così la dimensione operativa dell’iniziativa. Non soltanto incontri pubblici, dunque, ma anche contenuti e percorsi che possono essere utilizzati nel lavoro quotidiano della scuola. È un modello che prova a tradurre la sensibilizzazione in continuità educativa, evitando che il messaggio si esaurisca in un singolo evento.
La scelta della Questura: entrare nelle scuole per costruire futuro
La presenza della Questura di Ravenna tra i banchi del Morigia non viene presentata come un gesto simbolico, ma come una scelta precisa. Investire nella consapevolezza dei ragazzi significa lavorare oggi su quella società che domani sarà chiamata a riconoscere, rifiutare e contrastare ogni forma di violenza. In questo senso, l’impegno della Polizia di Stato mostra un volto che affianca alla funzione di controllo del territorio e di contrasto ai reati una missione educativa sempre più radicata nel tessuto comunitario.
È proprio in iniziative di questo tipo che si misura la qualità di una strategia pubblica davvero orientata alla prevenzione. La violenza di genere non si combatte soltanto nelle aule di giustizia o con l’intervento delle forze dell’ordine quando il danno è già avvenuto. Si combatte anche nei luoghi in cui si formano le relazioni, si apprendono i limiti, si costruisce il rispetto reciproco. L’incontro di Ravenna va letto dentro questa prospettiva: come un tassello concreto di una battaglia culturale lunga, necessaria e tutt’altro che secondaria.
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