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Giornate FAI di Primavera 2026: in Emilia-Romagna aprono 53 luoghi tra arte, storia e tradizioni

12/03/2026

Giornate FAI di Primavera 2026: in Emilia-Romagna aprono 53 luoghi tra arte, storia e tradizioni

Chiese, palazzi storici, monasteri, biblioteche, ville e castelli che per gran parte dell’anno restano chiusi o difficilmente accessibili torneranno ad aprire le proprie porte al pubblico. Sabato 21 e domenica 22 marzo si svolgerà la 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, il grande evento nazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

In Emilia-Romagna saranno 53 i luoghi visitabili, distribuiti nelle diverse province della regione. Accanto ai grandi monumenti saranno proposte anche visite a laboratori artigianali e realtà produttive che custodiscono saperi tradizionali, offrendo al pubblico un percorso tra arte, storia e identità locali.

L’iniziativa è promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che dal 1993 organizza l’evento con l’obiettivo di far conoscere luoghi spesso poco noti e sensibilizzare cittadini e istituzioni alla tutela del patrimonio culturale.

Un evento che coinvolge volontari, studenti e istituzioni

Il programma dell’edizione 2026 è stato presentato mercoledì 11 marzo nella sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna. All’incontro hanno partecipato l’assessora regionale alla Cultura e al Paesaggio Gessica Allegni, la presidente FAI Emilia-Romagna Carla Di Francesco, la referente regionale Barbara Rossi e il capo delegazione FAI Bologna Pietro Acri.

Il successo delle Giornate FAI di Primavera si basa sulla partecipazione di migliaia di volontari e studenti. In tutta Italia saranno infatti coinvolti oltre 7.500 volontari e 17.000 apprendisti ciceroni, giovani delle scuole secondarie che, dopo un percorso di formazione con i docenti, accompagneranno i visitatori raccontando la storia dei luoghi aperti.

In Emilia-Romagna il FAI è presente con 10 delegazioni, 12 gruppi territoriali, 8 gruppi giovani e 4 gruppi “ponte tra culture”, che organizzeranno visite anche in diverse lingue – tra cui inglese, polacco, georgiano, russo, arabo e ucraino – per favorire la partecipazione di un pubblico sempre più internazionale.

Secondo l’assessora Allegni, l’iniziativa rappresenta ogni anno un appuntamento molto atteso: “Le Giornate FAI sanno rivelare tesori nascosti e creare un forte legame tra istituzioni, volontari, studenti e cittadini. La cultura ha la capacità di unire e di stimolare curiosità e bellezza”.

I luoghi visitabili nelle province dell’Emilia-Romagna

Il programma regionale comprende una grande varietà di siti culturali e storici.

In provincia di Bologna saranno aperti, tra gli altri, Villa Talon ad Argelato, la Chiesa di Santa Maria Incoronata e il Complesso di San Giovanni in Monte a Bologna, oltre a Palazzo Bentivoglio Odorici a Budrio e Palazzo Bonfiglioli a San Giovanni in Persiceto.

Nel Ferrarese si potranno visitare Palazzo Bellini a Comacchio, Palazzo Paradiso a Ferrara, una palazzina novecentesca ad Argenta e la Chiesa di Pomposa con il suo campanile millenario.

In Romagna spiccano numerose aperture tra Faenza, Ravenna, Lugo e Cervia, con luoghi come il Museo Carlo Zauli, il Museo Ceramica Gatti, il Palazzo di Teodorico a Ravenna e l’Aeroporto di Cervia-Pisignano.

In provincia di Parma saranno visitabili il Palazzo Ducale del Giardino, il Conservatorio Arrigo Boito e il Palazzo dei Ministeri, mentre a Piacenza si apriranno luoghi come il Monastero di San Sisto e il Castello di San Giorgio Piacentino.

Anche Modena e Reggio Emilia partecipano con siti storici come la Biblioteca Estense Universitaria, il Castello di Guiglia, il Palazzo Bentivoglio e Museo Ligabue a Gualtieri e l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia.

Un grande evento nazionale dedicato al patrimonio

Le Giornate FAI di Primavera rappresentano il più grande evento italiano dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. Dal 1993 a oggi l’iniziativa ha permesso a quasi 13,5 milioni di visitatori di scoprire oltre 17.000 luoghi in tutta Italia.

L’edizione 2026 coinvolgerà 780 luoghi in 400 città, visitabili con un contributo libero a sostegno delle attività del FAI. L’obiettivo resta quello di avvicinare il pubblico alla storia e alla bellezza dei territori, promuovendo una maggiore consapevolezza sul valore del patrimonio culturale.

Per due giorni, dunque, l’Emilia-Romagna offrirà l’opportunità di esplorare luoghi ricchi di storia e di scoprire storie, tradizioni e architetture che raccontano l’identità della regione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.